26/05/2011- Concerto di Csaba Onczay e Zsuzsanna Homor 17 maggio 2010
Posted by Academia Belgica in Uncategorized.Tags: Academia Belgica, Accademia d’Ungheria, concerto, Maggio 2011, Musica
comments closed
Éva Vigh, direttore dell’Istituto Storico Fraknói presso l’Accademia d’Ungheria in Roma, Péter Kovács, direttore dell’Accademia d’Ungheria in Roma e Walter Geerts, direttore dell’Academia Belgica, hanno il piacere di invitare la S.V. al concerto di
Csaba Onczay – Violoncello
Zsuzsanna Homor – Pianoforte
26 maggio 2011 alle ore 19.30
PROGRAMMA
Z. Kodály: Sonatina
Z. Kodály: Rondò ungherese
F. Liszt: Rapsodia n° 6 (trascrizione di Csaba Onczay)
F. Liszt: Il sogno d’amore
Z. Kodály: Romanza lirica
F. Liszt: Rapsodia n° 19 (trascrizione di Csaba Onczay)
Il concerto avrà luogo a Roma, presso l’Academia Belgica (via Omero, 8 )
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
19/05/2011 – MUSIC FOR VIDEO 17 maggio 2010
Posted by istitutogiapponese in Eventi/Events, Uncategorized.Tags: concerto, Istituto Giapponese, Maggio 2011, Musica
comments closed
19 maggio 2011, ore 20
Concerto multimedia per chitarra, viola, live electronics, video art
con: Francesco Cuoghi (chitarra e live electronics); Gabriel Maldonado (chitarra e live electronics) e Maurizio Barbetti (viola).
Istituto Giapponese di Cultura
15/04 e 13/05/2011 – Paris Rockin’ presenta: dOP live e Breakbot 13 aprile 2010
Posted by villamedici in Eventi/Events, Uncategorized.Tags: Aprile 2011, Maggio 2011, Musica, Villa Medici
comments closed
Académie de France à Rome – Villa Medici
Viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma
T. [+39] 06 67 61 1 www.villameidici.it
Metro: A (Spagna) / Bus: 117-119
Musica: Villa Medici invita Paris Rockin’ per due serate eccezionali con ospiti della scena elettronica internazionale: il trio dOP e il Dj e producer Breakbot in attesa del festival Villa Aperta che si terrà nei giardini di Villa Medici il 09-10-11 giugno 2011.
Line-up:
Venerdì 15 aprile
dOP (FR – Circus Company) – Live
Freddy McQuinn (UK – Marathon Men) – Dj set
Bothus Podas (IT – Black Moka Records) – Live
Massimo Voci (IT – Paris Rockin’) – Dj set
Line-up:
Venerdì 13 maggio
Breakbot (FR – Ed Banger) – Dj set
Cobram Deejays (IT – Nu Factory) – Dj set
Massimo Voci (IT – Paris Rockin’) – Dj set
Dalle ore 21.00
Biglietto: 20 € | Prevendite 15 € + D.P.
08/03/2011 – Proiezione di “HOODLUM SOLDIER” 6 marzo 2010
Posted by staffcultura in Uncategorized.comments closed
Nell’ambito della Retrospettiva su Yasuzo Masumura all’Istituto Giapponese di Cultura.
martedì 8 marzo ore 19.00 HOODLUM SOLDIER Heitai yakuza(1965, 35mm, 103’ © Kadokawa Pictures, Inc.)
Una delle più popolari pellicole di Masumura, ambientato in Manciuria nell’inverno del 1943, racconta l’ostilità del soldato Omiya nei confronti dei rigidi ranghi militari, mettendo in evidenza – oltre alla brutalità della guerra – il senso di annichilimento dei militari.
Film in v.o. con sottotitoli in inglese
10/12/2010 – LA TEORIA DELL’ERRORE. INCONTRO DI POESIA 31 gennaio 2010
Posted by Accademia Spagna in Eventi/Events, Uncategorized.Tags: Accademia di Spagna, Letteratura, Libri, poesia
comments closed
Roma, Accademia di Spagna – Sala Ritratti
Venerdi 10 Dicembre. Ore 18.30
Incontro di poesia contemporanea spagnola. Lettura di poesie di Javier Almuzara, Xuan Bello e José Luis García Martín.
Paul Feyerabend credeva che gli scienziati avessero bisogno di una teoria dell’errore, di qualche sistema che gli permettesse di comprendere che la verità non si raggiunge mai, che siamo condannati all’incertezza. I poeti hanno bisogno di una teoria dell’errore pure loro, forse perchè in poesia l’errore è abituale: riuscire a non sbagliare è veramente miracoloso.
Inoltre, lo scopo della poesia tende ad allontanarsi dei grandi scenari e avvicinarsi a qualunque realtà. Basta intravedere il volto d’uno sconosciuto, una parola ascoltata per caso, una sedia che ci aspetta in silenzio, una teoria sbagliata: quello che la realtà dimentica o disprezza è sempre preservato nella letteratura.
Javier Almuzara, Xuan Bello e José Luis García Martín sono tre poeti che di solito sbagliano con talento, che hanno saputo tradurre la miseria e lo stupore di essere vivi.
Presentazione dell’incontro, a cura dello scrittore Bruno Mesa. (Borsista di Letteratura dell’Accademia Reale di Spagna 2010-2011)
BIOGRAFIE DEI PARTECIPANTI:
José Luis García Martín (Aldeanueva, Cáceres, 1950). Professore di letteratura spagnola presso l’Università di Oviedo, poeta e critico letterario. Direttore delle riviste Clarin. Revista de Nueva Literatura e collaboratore del magazine culturale del quotidiano ABC, e della pubblicazione Nueva España. Il suo lavoro poetico c’è stato raccolto nel volume Mudanza (2004), al cui c’è stato aggiunto la raccolta dei versi Légamo (2008). Autore di diversi opere critiche sulla poesia spagnola contemporanea – come ad esempio: le antologie Treinta años de poesía española, La generación del 99 oppure Poetas del novecientos– cosi come un dietario, da cui sono state pubblicate dodici lavori, essendo Hotel Universo (2009) quella più recente. Tra le sue ultime pubblicazioni possiamo contare libri su critica letteraria La gruta del tesoro (2006) e Gabinete de lectura (2007), il libro su Venezia Arco del Paraíso (2007) e l’antologia Por partida doble (2009). A cura di Jose Luis Garcia Martin sono inoltre, edizioni di Campoamor (Poética), Valera (Cartas a Estébanez Calderón), Gómez Carrillo (En plena bohemia, La miseria de Madrid), Clarín (Siglo pasado) , Fernando Fortún (Obra completa)…
Xuan Bello (Paniceiros, Asturias, 1965) Il suo primo libro di poesie vede la luce nel 1982. Considerato uno dei più prestigiosi scrittori in lingua asturiana. La vida perdida (1999) e Ambos mundos (2010) di recente pubblicazione, raccolgono i lavori fondamentali della sua opera in edizione bilingue. Assieme al suo percorso poetico, ha svolto un importante lavoro in prosa mettendo insieme fiction e saggi, immaginazione e memoria… un campione di questo percorso, Historia universal de Paniceiros (2002) oppure Los cuarteles de la memoria (2004).
Javier Almuzara (Oviedo, 1969) ha pubblicato i libri di poesie El sueño de una sombra (Oliver, 1990), Por la secreta estela (Renacimiento, 1994) e Constantes vitales (Visor, 2004), vincendo il II premio Emilio Alarcos. Inoltre autore del dietario Letra y música (Llibros del Pexe, 2001), e della prosa intitolata Títere con cabeza (AMG, 2005), con cui diventerà vincitore del XII premio Café Bretón.
REAL ACADEMIA DE ESPAÑA EN ROMA
Piazza San Pietro in Montorio, 3 – 00153 Roma – Tel: (0039) 06 581 28 06 – Fax: (0039) 06 581 80 49 – Uff.Stampa: 339 1834504 / 339 1290387
05/03-17/04/2010 – La poesia della porcellana, l’anima del vetro 24 gennaio 2010
Posted by istitutogiapponese in Eventi/Events, Uncategorized.Tags: Istituto Giapponese
comments closed
IKO Itsuki e OKI Izumi artiste in Italia
5 marzo – 17 aprile 2010 inaugurazione 4 marzo ore 18.30
Orari mostra: lun-ven 9-12.30/13.30-18.30 merc fino alle 17.30 sab 9.30-113
Istituto Giapponese di Cultura via Antonio Gramsci 74 00197 Roma
tel 06 3224754 / 94 www.jfroma.it ingresso libero
In collaborazione con Fondazione Italia Giappone
| “Le opere di Ōki Izumi si guardano in altri modi. Il materiale usato è trasparente e incolore, si vede attraverso, in certe opere si vedono forme sinuose che in realtà sono fatte di aria, vuoti d’aria che si percepiscono formalmente come un oggetto tridimensionale. Ōki non usa materie opache, usa una materia invisibile fredda, usa il vetro in lastra. Compone dei plastici dove lo sguardo può penetrare all’interno e, addirittura vedere anche la parte opposta, è un altro modo di comporre e di percepire. Questa materia durissima, fredda e impenetrabile, permette di percepire l’esterno e l’interno di un’opera, la sua struttura, l’insieme degli elementi sempre trasparenti che la formano“. (Riflessioni, Bruno Munari, 1994) “Passione e sentimenti traspaiono dalle porcellane di Iko, opere che, prese una ad una, sono vere e proprie creazioni pensate e volute. È beneficio di pochi oggi, in un mondo in cui le macchine rischiano di sostituire l’operato dell’uomo e le tecnologie non fanno che copiare modelli esistenti in ogni settore, riuscire a produrre qualcosa di unico, forse proprio solo di quegli artisti che lavorano con l’impegno e l’amore di Iko.” (Le porcellane di Iko, Niké Arrighi Borghese, 2001) |
Due artiste giapponesi accomunate da una lunga esperienza di vita e di lavoro in Italia: Ōki Izumi, che dell’arte e del vetro in particolare ha fatto una raison d’être che l’ha resa nota al grande pubblico e Iko Itsuki, nelle cui raffinate porcellane si leggono poesia e sensibilità orientale, oltre a tocchi e accostamenti cromatici provenienti dal mondo della moda. Entrambe le artiste si esprimono, in maniera diversa, per mezzo di una materia fredda e dura. Iko Itsuki, pittrice, sceglie la porcellana e attraverso tecniche di chiaro richiamo orientale la decora di preziosi motivi; Ōki Izumi, scultrice, non potendo plasmare o scalfire le lamine di vetro che utilizza, le sovrappone creando delle sorprendenti forme geometriche tridimensionali. Nonostante entrambe non operino nella loro terra d’origine sono frequenti e continui i riferimenti alla cultura giapponese: Itsuki sceglie spesso colori, soggetti e motivi tradizionali, Ōki fa trasparire attraverso il vetro delle sue sculture la sua propensione al minimalismo, al design, all’estetica del vuoto tipici di gran parte dell’arte giapponese. Mentre Itsuki comunica attraverso le eleganti scelte cromatiche e i disegni, Ōki esalta le proprietà e la trasparenza del vetro per mezzo di modulazioni e giochi di luce.
La grande dimensione scelta da Ōki per la mostra presso l’Istituto riempie lo spazio di una concettualità impalpabile, densa ed essenziale come la fluidità e la permeazione interno/esterno delle opere suggerisce, mentre Itsuki indaga il dettaglio, lo fa protagonista e narratore di una personalità ricca e graziosa imbevuta della tradizione artistica e letteraria del Giappone.
OKI IZUMI. Nata a Tokyo, si è laureata in letteratura giapponese antica all’Università Waseda di Tokyo, ha studiato pittura e scultura con Aiko Miyawaki, Taku Iwasaki e Yoshishige Saito. Ottenuta nel 1977 una borsa di studio per la scultura dal Governo Italiano si diploma nel 1981 all’Accademia di Belle Arti di Brera, nel corso di scultura di Giancarlo Marchese. Ha partecipato con sue opere e installazioni alla Biennale di Venezia nel 1985 (Progetto Venezia, Terza mostra internazionale di architettura) e nel 1986 (Arte e Biologia, XLII Biennale Internazionale di Arti Visive); alla Triennale di Milano nel 1983; al Museum of Modern Art of Hokkaido a Sapporo (Giappone) nel 1991; nel 1992 alla Galleria d’Arte Moderna di Roma, nel 1997 all’Istituto Giapponese di Cultura a Roma (Confini). Con Paola Levi Montalcini ha esposto in Arte delle muse nel 1998 presso lo stesso Istituto Giapponese di Cultura. Nel 2007 ha tenuto una mostra antologica al Museo Civico di Lubiana (Slovenia).Sue opere si trovano anche nel Magazzino privato del Vaticano.
IKO ITSUKI. Vive in Italia da trenta anni. Per molti anni ha lavorato a Firenze presso l’atelier di Emilio Pucci. Dalla collaborazione con questo straordinario creatore di moda nasce la scoperta appassionante e l’apprendimento dell’arte della combinazione dei colori.In seguito lavora come designer di tessuti presso la Contessa Di Colbertaldo a Roma. L’esperienza nel settore della moda viene quindi utilizzata e trasmessa nella pittura su porcellana. Iko Itsuki Damiani ha tenuto mostre in Italia e in Giappone e molte dimostrazioni di tecniche pittoriche su porcellana.Per tre anni ha fatto parte della giuria del Concorso Internazionale di Decorazione su Porcellana a Tokyo. E’ diplomata presso l’IPAT (International Porcelain Artists and Teachers) come insegnante di pittura su porcellana.Attualmente vive e lavora a Roma.
02-14/03/2010 – “Le signorine di Wilko” al Teatro Argentina 23 gennaio 2010
Posted by istitutopolacco in Eventi/Events, Uncategorized.Tags: Istituto Polacco, teatro
comments closed
Dal 2 al 14 marzo 2010 ore 21.00 (giovedì e domenica ore 17.00)
Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina, 52 – Roma
“Le signorine di Wilko”
dall’omonimo racconto di Jaroslaw Iwaszkiewicz
adattamento e regia Alvis Hermanis
con Sergio Romano, Laura Marinoni, Patrizia Punzo, Elena Arvigo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi, Alice Torriani
coreografia Alla Sigalova
scene Andris Freibergs
costumi Gianluca Sbicca
produzione Emilia Romagna Teatro Fondazione, Unione Europea nell’ambito del Progetto Prospero, Mercadante Teatro Stabile di Napoli, Nuova Scena Arena del Sole
Con “Le signorine di Wilko”, per la prima volta Alvis Hermanis si confronta con attori italiani. Il testo, adattato dallo stesso Hermanis, è tratto dall’omonimo racconto del grande scrittore polacco Jaroslaw Iwaszkiewicz. Il regista lettone, da parte sua, nella selezione dei suoi lavori da mettere in scena è solito ricorrere a un ampio ventaglio di scelte letterarie che vanno dal classico al contemporaneo, così come dalla forma romanzo a quella del racconto. In questa occasione si cimenta con un romanzo breve, confermando così l’assoluta libertà e il coraggio che segna le intenzioni e le ragioni dei suoi progetti.
“Le signorine di Wilko” riserva un’attenzione particolare ai temi del ricordo e della memoria, temi cari ad Hermanis, che, nella sua lettura scenica, ne ambienta gli accadimenti negli anni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale. Il testo è una magistrale riflessione sul tempo che, inesorabile, scorre.
Ne è protagonista Wiktor Ruben, uomo di mezza età che, colpito da un grave lutto viene consigliato dal medico di prendersi un periodo di riposo e decide di recarsi nel villaggio di Wilko dove, in gioventù, era solito trascorrere il periodo estivo.
Qui, come in un viaggio a ritroso nel tempo dal vago sapore proustiano, Wiktor reincontrerà cinque sorelle conosciute in gioventù, le signorine di Wilko appunto, cui lo legano numerosi ricordi: era stato fidanzato con una di loro, ora scomparsa, ed era stato l’istitutore della maggiore. Il loro inatteso ritrovarsi sconvolgerà il già delicato equilibrio emotivo delle sorelle, ormai adulte, nel lento scorrere delle lunghe e calde giornate estive.
Info e biglietti
www.teatrodiroma.net
11 e 12/02/2010 – “100 años aprendiendo de Roma” 21 gennaio 2010
Posted by Accademia Spagna in Eventi/Events, Uncategorized.Tags: Accademia di Spagna, Congresso
comments closed
Congresso internazionale di architettura.
11-12 Febbraio. Accademia di Spagna
……………………
International congress of architecture.
11-12 February. Accademia di Spagna
04/02/2010 – “Il nuovo volto di Roma” 21 gennaio 2010
Posted by accademiaungheria in Uncategorized.Tags: Accademia d’Ungheria, Arte
comments closed
4 febbraio 2010, ore 19.00
Accademia d’Ungheria in Roma – Via Giulia, 1
“Il nuovo volto di Roma”. Un tributo al Palazzo Falconieri: presentazione del libro di Leros Pittoni con le illustrazioni di Fiamma Zagara e proiezione del documentario omonimo (28’) “Il nuovo volto di Roma. Vita e opera di grandi artefici”.Intervengono: Umberto Broccoli, Maurizio Fallace, Claudio Strinati
Info: www.magyarintezet.hu/roma
………………….
“The new Face of Rome”. A tribute to Falconieri Palace. Presentation of Leros Pittoni’s book with the illustrations of Fiamma Zagara. Film showing of the documentury with the same title: “The new Face of Rome. Lifes and works of the great masters”(28’)
With the partecipation of Umberto Broccoli, Maurizio Fallace, Claudio Strinati
Info: www.magyarintezet.hu/roma